“Abitare ristretti – Economie solidali” è il workshop di co-progettazione sul carcere di Padova che ha visto la partecipazione di Artieri nell’ambito della XV Mostra Internazionale di Architettura la Biennale di Venezia. Un workshop internazionale per guardare più da vicino la vita all’interno delle carceri, con gli occhi dei detenuti, degli operatori e degli agenti. Dal 29 ottobre al 2 novembre 2016 studenti di diverse facoltà di architettura d’Italia e professionisti, hanno preso parte all’iniziativa all’interno del padiglione Gang City presso lo Spazio Thetis (Arsenale Nord) di Venezia.

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Un percorso formativo volto ad indagare le molte forme di sopravvivenza che si possono avviare all’interno delle carceri: la naturale propensione alla modifica degli spazi in cui si vive, coincide con l’umano desiderio di sopravvivenza. Come aiutare la popolazione a raggiungere una dimensione lavorativa per costruire la propria emancipazione? Cosa ci rende liberi esternamente e interiormente.

L’attività è stata dedicata allo studio e alla riprogettazione del carcere come luogo non solo di reclusione, ma anche di formazione, lavoro e riscatto personale. Per liberare il progettista dalle sovrastrutture sociali, per riuscire a comprendere come migliorare la qualità degli spazi “dentro”. Un primo passo verso la partecipazione al miglioramento delle condizioni di vita di persone in condizioni di fragilità. Per iniziare a praticare l’architettura come narrazione e partecipazione all’interno del carcere, luogo di reclusione ed esclusione sociale. Un’architettura che accompagna lo sviluppo di pratiche adeguate per la riqualificazione e che introduce la cultura dello spazio: la cultura dell’abitare lo spazio, del costruirlo e del mantenerlo.

In contesti di maggiore scarsità vi è una maggiore domanda di progetto. Questo agire progettuale risponde alla marginalizzazione dell’architettura e degli architetti, mettendo al centro la dimensione politica del progetto

Perchè un workshop di progettazione sul carcere di Padova?

Abitare Ristretti propone un percorso di riflessione su alcuni temi complessi dell’architettura sociale. In particolare, il workshop affronta il tema degli spazi carcerari attraverso l’indagine diretta. Per rendere possibile questo focus, una giornata di lavoro del workshop si è svolta all’interno della Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova, coinvolgendo coloro che quotidianamente abitano il carcere: detenuti, operatori sociali e agenti. Viene sperimentata la co-progettazione insieme ad abitanti e fruitori: studenti e docenti si sono confrontati con gli abitanti ascoltando le loro esigenze, progettando insieme e prendendosi l’incarico di raccontare all’esterno le idee raccolte.

Fondamentale è stato il coinvolgimento della Cooperativa Altracittà della Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova. L’ambito del progetto ha riguardato la manica dove hanno sede i diversi laboratori gestiti dalla cooperativa stessa, tra cui la redazione di Ristretti Orizzonti. Per introdurre una nuova cultura dell’abitare lo spazio, proprio o condiviso, gli studenti hanno proposto la riorganizzazione degli ambienti in virtù di una loro gestione più coerente e funzionale ma, soprattutto, meno rigida.

Il gruppo di lavoro, composto da 22 studenti suddivisi in gruppi di studio, ha formulato proposte progettuali in 4 giorni, utilizzato il progetto architettonico come strumento di ridistribuzione di diritti e risorse, nella sua dimensione politica (come capacità di risolvere problemi insieme) e nel contesto di scarsità e marginalità del carcere.


Scarica il comunicato stampa del workshop di co-progettazione “Abitare Ristretti”.


workshop di co-progettazione sul carcere di Padova

Credits

A cura di: Fabio Armao, Viviana Ballini, Paolo Mellano, Marella Santangelo, Claudio Sarzotti

DIST e DAD – Politecnico e Università di Torino

DIARCH – Università Federico II di Napoli

DG – Università degli studi di Torino

Direzione scientifica: Fabio Armao e Mila Sichera (DIST – Politecnico e Università di Torino)

Docenti: Fabio Armao, Viviana Ballini, Paolo Giardiello, Marella Santangelo

Tutor e organizzazione: Valeria Bruni, Giulia Cerrato, Giovanni Fabbrocino, Valerio Fogliati, Marta Grignani, Isabella Laura La Rocca, Stefania Manzo, Viviana Saitto, Giovanna Spinelli, Lorenzo Attardo, Associazione Artieri.

Con: Rossella Favero, Ornella Favero, Valentina Franceschini, Cooperativa Altracittà e Ristretti Orizzonti,

Studenti: Federica Amoddio, Elisa Aragno, Erminia Barone, Antonella Barbato, Marilena Bosone, Francesco Casalbordino, Marco Corona, Marco Cucuzza, Giuseppina Cusano, Federica Esposito, Francesco Farris, Hanwen Liu, Marta Mancini, Maria Masi, Carlo Alberto Monteverde, Laura Padron Rodriguez, Federica Rovellini, Gabriele Stancato, Lorenza Villani, Bingnan Zhang.

Attori coinvolti:

© fotografie e video a cura di Lorenzo Attardo


Da workshop a cantiere: scopri come si è evoluto “Abitare Ristretti”!


workshop di co-progettazione sul carcere di Padova

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