Di seguito le attività dell’associazione Artieri:

Progetti di secondo welfare

A partire dall’individuazione di specifici bisogni civici, offriamo un servizio di progettazione e accompagnamento alla progettazione rivolto a tutti coloro che intendano trovare soluzioni efficaci pur in assenza di risorse adeguate.

Il progetto di secondo welfare  promuove azioni collettive indirizzate alla risoluzione di problematiche specifiche e rivolte al benessere della comunità in cui si opera. La pratica si pone in risposta alla scarsità di risorse che riguarda l’attuale stato sociale, si tratta di una nuova dimensione della scienza manageriale mirata alla costruzione di nuovi servizi sociali.

Nello specifico ci occupiamo di:

  • project sourcing e project financing: costruzione di reti territoriali e partenariati con cittadini, organizzazioni sia profit che no-profit ed enti pubblici. Inoltre: ricerca bandi, finanziamenti e risorse.
  • co-progettazione: individuazione delle risposte ai bisogni civici e definizione di precisi scenari attuativi a partire dalle risorse offerte dai soggetti in partenariato e quindi da un loro coinvolgimento diretto nella definizione del progetto.
  • project management: gestione dei progetti di innovazione sociale nella fase di incubazione, fino alla strutturazione definitiva delle azioni in progetto e sempre in un’ottica di legacy.

I progetti di secondo welfare e innovazione sociale sono il primo canale per la rigenerazione urbana che parte, innanzitutto, da una ridefinizione degli usi dello spazio, per arrivare poi all’eventuale trasformazione fisica.

Autocostruzione

Organizziamo e gestiamo cantieri di autocostruzione dove gli abitanti del contesto oggetto di riqualificazione sono anche gli esecutori dell’intervento.

Nell’ambito generale della riqualificazione dello spazio si verificano occasioni in cui l’autocostruzione è l’unico metodo che rende sicura la realizzazione degli interventi, soprattutto laddove le possibilità realizzative sono fortemente minate dalla scarsità di risorse materiali. In questo senso autocostruire significa soprattutto colmare il vuoto di risorse materiali con altre risorse immateriali: le capacità (in materia di produzione di spazi) degli abitanti.

L’autocostruzione rappresenta quindi una soluzione che possono adottare singoli individui o associazioni di cittadini per rispondere a specifiche esigenze abitative. Gli studi nell’ambito derivano soprattutto dai paesi in via di sviluppo, dove i quartieri informali (spesso interamente autocostruiti) rappresentano la maggior parte dell’ambiente costruito. Qui si rilevano da una parte una naturale propensione alla trasformazione dello spazio che riguarda l’essere umano in generale, e che rappresenta una risorsa preziosa per lo sviluppo urbano. Dall’altra una carenza qualitativa nel risultato costruito cui può sopperire una progettazione attenta soprattutto all’ottimizzazione delle risorse.

Per questo l’accompagnamento ai processi di autocostruzione diventa importante proprio per permettere un maggior controllo del risultato, ovvero garantire la qualità della trasformazione, laddove questa avviene ad opera di persone non specializzate.

Nello specifico ci occupiamo di:

  • Progettazione esecutiva a misura di capacità: quando un’opera deve essere realizzata da mani non esperte diventa importante scegliere accuratamente le tecnologie da utilizzare perché possa essere eseguita secondo i migliori criteri di robustezza e solidità. Il progetto esecutivo parte quindi dalla definizione del quadro delle capacità, e include la definizione di eventuali momenti formativi organizzati con scuole edili o artigiani.
  • Organizzazione e gestione dei cantieri: il cantiere di autocostruzione è innanzitutto uno scenario di capacitazione. Si tratta in definitiva di percorsi di rafforzamento delle capacità individuali nell’ambito della trasformazione dello spazio. Ciò, sempre in un ottica di nuovo welfare, consente di aumentare il livello di benessere laddove persone e comunità acquisiscono nuove capacità per rispondere autonomamente ai propri bisogni. Per questo organizziamo il lavoro di cantiere a partire dalle capacità delle persone coinvolte e nell’ottica di un rafforzamento delle stesse.

 

In carcere

Per tutte le attività di cui sopra, oltre all’applicazione nei contesti urbani in generale, abbiamo in questi anni maturato specifiche competenze nell’ambito del carcere.

L’infrastruttura organizzativa dell’istituzione carceraria italiana presenta infatti caratteristiche specifiche, che abbiamo studiato e approfondito in una ricerca di dottorato sviluppata con il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi tra il 2014 e il 2017.

Nelle carceri conduciamo quindi soprattutto attività di riqualificazione degli spazi coinvolgendo nelle attività sia i detenuti che i dipendenti dell’amministrazione penitenziaria, come pratiche fondanti di un’idea comunitaria basata sull’operosità e la responsabilizzazione.

 

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