Nel marzo 2016 abbiamo co-organizzato con l’Associazione Sapereplurale, il laboratorio di serigrafia in carcere “Mnemosine” condotto dall’artista Fulvio Luparia, in collaborazione con Rete Culturale Virginia

L’occasione è stata data da una necessità emersa durante la fase di co-progettazione dell’area colloqui all’aperto per detenuti e famiglie nell’ambito del progetto spaziviolenti all’interno della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.

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Il 3 giugno 1989 un terribile incendio uccise undici donne nella sezione femminile della casa circondariale, da poco inaugurata. 11 donne di cui 9 detenute e 2 agenti: erano Ivana, Rosa, Paola,  Lauretta,  Lidia, Morsula, Ediita, Beatrice,  Radica (Vesna), detenute, e Rosetta e Maria Grazia, agenti. Morte a causa di incuria e inefficienza: trecento materassi infiammabili erano stati accatastati temporaneamente sotto le finestre della sezione femminile, i soccorsi tardarono ad arrivare, non esisteva ancora un piano antincendio efficiente e il tentativo di aprire decine di celle fu affidato a due sole agenti, che così persero la vita.

Si tratta della più grande tragedia, in termini di vite umane perse, all’interno di un carcere italiano dopo la riforma del 1975.

Fin dal principio, un gruppo di donne allora detenute, sostenute prima fra tutti dall’avvocato Bianca Guidotti Serra, allora presente, con l’Associazione 3 giugno, si batterono per ricordare la tragedia e garantire la sicurezza e i diritti dei detenuti donne e uomini. Primo fra tutti, il diritto alla vita. Due di quelle donne sono oggi socie dell’Associazione Sapereplurale

Per ricordare quel dramma e per ricordarci dell’importanza di garantire i più basilari diritti di chi è rinchiusa o riunchiuso all’interno di un carcere, nasce il Laboratorio Mnemosine. Un laboratorio finalizzato alla produzione di un’opera artistica creata da donne in un luogo della città dedicato alle 11 donne che persero la vita la notte del 3 giugno 1989: la nuova area colloqui all’aperto per detenuti e famiglie.

laboratorio di serigrafia in carcere

Dal workshop di autocostruzione al laboratorio di serigrafia in carcere

Come garantire un’adeguato ombreggiamento per gli spazi di condivisione delle due nuove aree riqualificate della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino? Il workshop spaziviolenti sviluppa un sistema di teli ombreggianti mobili, fissati a cavi d’acciaio che vengono tirati sulle diverse postazioni, ancorati a pali e muri perimetrali.

L’area colloqui presenta 11 postazioni che necessitano del sistema di ombreggiamento. Viene dunque organizzato il Laboratorio Mnemosine per produrre gli 11 teli ombreggianti: un laboratorio di serigrafia in carcere condotto dall’artista Fulvio Luparia. Un percorso di sensibilizzazione, animazione culturale e sociale dedicato alla detenzione femminile e ai diritti delle donne detenute, curato dell’Associazione Sapereplurale, in partnership con Rete Culturale Virginia. Il percorso formativo e creativo culmina nel laboratorio di serigrafia a cui partecipano dodici donne detenute, che progettano e realizzano tele disegnate, stampando i nomi delle 11 donne morte durante la tragedia del 3 giugno 1989. Le decorazioni vengono successivamente impresse digitalmente sui teli ombreggianti e installati nell’area colloqui frutto del workshop spaziviolenti.

© fotografie a cura di Attilio Piano

laboratorio di serigrafia in carcere

laboratorio di serigrafia in carcere

laboratorio di serigrafia in carcere

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