Vogliamo aprire un teatro nel carcere minorile gestito dai giovani detenuti: costruiscilo con noi!

Vogliamo costruire un nuovo teatro pubblico all’interno del carcere minorile di Torino. Sarà uno spazio multifunzionale, gestito dai ragazzi ristretti presso l’Istituto Penale per i Minorenni “Ferrante Aporti” di Torino. Un luogo che ospiterà, da un lato, attività di aggregazione e laboratori multidisciplinari per i ragazzi; dall’altro, sarà aperto al quartiere e alla città, con una pizzeria e uno spazio performativo dedicato a rassegne culturali e teatrali.

Per costruirlo abbiamo immaginato il progetto WALL coming!, a cura di Associazione di volontariato Aporti Aperte, I.P.M. Ferrante Aporti di Torino, Artieri, Rigenerazioni, Codicefionda, Inforcoop, FONDAZIONE TEATRO RAGAZZI E GIOVANI Onlus e con il sostegno della Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Torino..

Il 10 settembre 2020 abbiamo lanciato una campagna di crowdfuding nell’ambito di Bottom Up! Quando la città si trasforma dal basso, festival di architettura promosso dalla Fondazione per l’architettura / Torino e dall’Ordine Architetti Torino. Abbiamo scelto di fissare il primo goal è a 17.000 € che serviranno per rendere acusticamente utilizzabile lo spazio dedicato al progetto.

Nel giro di 20 giorni abbiamo raccolto più di 3.000 euro per realizzare il progetto ma non basta, il nostro obiettivo è molto più grande.

Ecco perchè.

Un tempo qui c’era un teatro

Proprio qui, al Ferrante Aporti: l’Istituto Penale per Minorenni di Torino. Dal 2010 il teatro non c’è più; al suo posto un grande salone non attrezzato che accoglie qualche sedia e due calcetti. Oggi i ragazzi la chiamano “la stanza del fumo”. Con WALLcoming! vogliamo trasformare questo spazio e costruire un nuovo teatro pubblico all’interno dell’IPM “Ferrante Aporti” di Torino.

WALL coming! è un percorso sperimentale di riscoperta delle proprie capacità che coinvolge i ragazzi detenuti nell’Istituto penale minorile di Torino in azioni consapevoli di immaginazione, progettazione e trasformazione concreta degli spazi comuni interni al carcere. Obiettivo del percorso è offrire ai ragazzi l’opportunità di manifestarsi ed affermarsi attraverso la co-progettazione e l’allestimento di uno spazio multifunzionale a vocazione teatrale prevalente: un nuovo teatro di quartiere, interno all’Istituto ma aperto alla cittadinanza. 

Un percorso per riconoscere.

Riconoscere il carcere come parte integrante dello spazio urbano e civico. Riconoscere il teatro come potenziale luogo di incontro tra comunità: uno spazio generativo a cavallo tra carcere e territorio. Riconoscere i ragazzi, che vivono un percorso di rieducazione penitenziaria, come i cittadini di oggi e futuri cittadini di domani: consapevoli e capaci di creare relazioni, spazi ed occasioni di cittadinanza per sé stessi e per gli altri. Riconoscere la cultura e l’arte quali principali strumenti capaci di costruire legami, coesione sociale e benessere anche, soprattutto attraverso i muri. Riconoscere l’esperienza laboratoriale di gruppo come percorso trasformante di crescita personale e di capacity building.

Il cantiere

Abbiamo immaginato un grande cantiere suddiviso in 4 fasi, che ci permetterà di costruire una Casa delle Arti, coinvolgendo direttamente ragazzi ristretti, personale penitenziario e associazioni culturali nella co-progettazione e autocostruzione degli spazi.

> SUONO: la prima fase è dedicata a risolvere i problemi acustici dello spazio e a costruire un sistema di oscuramento delle grandi finestre della sala. Solo così lo spazio sarà adatto ad ospitare performance ed eventi pubblici. 

> SCENA: la seconda fase vuole progettare e costruire un sistema di pedane e sedute modulari, così che lo spazio si adatti ad ospitare iniziative diverse di espressione artistica e sociale: teatro, musica, conferenze, presentazioni, laboratori… e anche una pizzeria. 

> COLORE: la terza fase vuole rendere visibile il nuovo teatro alla città: un’insegna e un percorso per accogliere i visitatori ad entrare in carcere.

> RASSEGNE CULTURALI: la quarta fase vuole dare strumenti ai ragazzi ristretti perchè diventino co-creatori e non solo fruitori di eventi 

Abbiamo assegnato ad ogni fase del cantiere un budget: ecco quanto pensiamo sia necessario per avviare questo nuovo spazio culturale che possa essere gestito dai ragazzi ristretti.

Sostenere WALLcoming! è un’occasione

Il carcere fa parte delle nostre città e le persone ristrette hanno diritto di esistere, conoscere, agire. Vogliamo dare vita ad un insieme di attività per sperimentare la co-produzione di cultura con i giovani.

Con la donazione si potrà sostenere non solo la nascita di un teatro pubblico, ma di un luogo costruito e gestito da gruppi di giovani. Attraverso una ricca offerta di laboratori espressivi, dal co-design all’autocostruzione, dal digital storytelling al coaching, alla progettazione artistica partecipata, costruiremo insieme un nuovo spazio culturale: ragazzi ristretti, personale penitenziario, educatori ed enti del Terzo Settore.

Questo è WALLcoming. Uno spazio ancora tutto da sognare all’interno del carcere minorile Ferrante Aporti di Torino. Un luogo da cui non voler fuggire ma, anzi, un luogo dove poter entrare. Un centro aperto alla città dove riconoscere i talenti creativi. Dove l’arte incontra le persone mettendole a proprio agio. Come a casa.

2020-11-03T23:57:00

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© illustrazioni di Michela Pellegrini  | © video di Simone Rosset – CODICEFIONDA