Il nostro primo metodo di lavoro è il progetto, e in particolare il progetto sistemico.

Progettazione sistemica

La progettazione sistemica fa parte di una branca dell’economia circolare, dove l’attività di progettazione riguarda la messa a sistema delle risorse e dove queste sono rappresentate principalmente dagli scarti. L’idea è infatti quella che qualsiasi scarto di un determinato ambito possa rappresentare una risorsa se applicata in un altro. Il lavoro di progetto parte quindi dall’individuazione di tutti quegli elementi che da scarto possono diventare risorse, ripensandone i criteri applicativi.

La progettazione sistemica necessita quindi di una molteplicità di attori e della definizione di un obiettivo comune. A partire dagli attori e dal loro comune obiettivo si sviluppa il progetto.

 

 

Gli strumenti di lavoro sono invece la co-progettazione e l’autocostruzione.

Co-progettazione e autocostruzione

In un’ottica di riutilizzo degli scarti come risorse il nostro approccio include nel ciclo output-input anche quegli elementi immateriali che possono supportare la fattibilità degli interventi e che normalmente non sono considerati.

Queste risorse immateriali sono ad esempio le capacità delle persone, ma anche il loro tempo e le loro idee e competenze. Rappresentano inoltre risorse importanti anche le infrastrutture organizzative di enti e istituzioni, che, laddove sotto-utilizzate, possono essere rese disponibili per nuovi progetti e nuove azioni.

In un’ottica di utilizzo di questo tipo di risorse, quindi, diventa necessaria la partecipazione attiva, nella progettazione, di tutti i soggetti coinvolti. Lo strumento della co-progettazione consente quindi di definire, insieme a enti e cittadini coinvolti, obiettivi e processi a partire dalle risorse/scarti disponibili.

Se la co-progettazione riguarda la fase ideativa degli interventi, l’autocostruzione deriva dalle stesse considerazioni ma è utilizzata come strumento per la fase attuativa degli interventi. Quest’ultima è importante in quei casi in cui è necessaria una trasformazione fisica dello spazio e non esistono le risorse economiche per esternalizzare i lavori, oltre che rappresenta uno strumento rilevante per il rafforzamento delle capacità di autodeterminazione sia individuali che collettive.

 

 

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